sopralluogo asl per muffa in casa

Sopralluogo ASL per muffa in casa: perché e quando presentare un esposto

Hai firmato un contratto di locazione e ti sei accorto dopo qualche tempo della presenza di muffa in casa? Ne hai parlato col tuo proprietario, ma si è dimostrato per nulla interessato a risolvere subito la situazione? Scopri qui di seguito come fare per richiedere un sopralluogo da parte dell’ASL, così da chiedere un risarcimento al tuo proprietario.


Sono tanti i casi di inquilini di case in affitto che si ritrovano a dover combattere con umidità di risalita/da condensa e macchie di muffa.

Se anche tu vivi una situazione del genere ti può essere utile sapere che, oltre alla possibilità di recedere immediatamente dal contratto di locazione (senza la necessità di rispettare il preavviso di 6 mesi), puoi richiedere un risarcimento oppure chiedere che il tuo affitto venga abbassato.

Ma un aspetto ancora più importante, di cui non tutti sono a conoscenza, è la possibilità di presentare un esposto alla ASL di competenza e chiedere un sopralluogo.

Tale comportamento è consigliato in particolare quando il locatore non ha alcuna intenzione di pagare a spese proprie la bonifica dell’appartamento e quando, addirittura, scarica la responsabilità della muffa in casa su di te.

Qui di seguito andremo ad approfondire questo argomento attuale e molto dibattuto, cosicché tu possa avere tutti gli strumenti per far valere le tue ragioni.

Muffa nella casa in affitto: come tutelarsi

Come probabilmente già sai, la presenza di muffa in casa crea danni patrimoniali (a mobili, vestiti ed oggetti) e danni alla salute (in particolare quella di anziani e bambini).

Desta ancora più fastidio e frustrazione se la casa che presenta questa condizione è quella in cui sei in affitto ed il proprietario non è per nulla interessato a darti una mano.

Se hai intenzione di presentare un esposto alla ASL di competenza del tuo territorio, ti diamo questi semplici consigli, ma molto importanti perché andranno a supportare la tua denuncia:

  • Documenta la presenza di muffa in casa con fotografie, così da avere delle prove in più;
  • Manda una lettera (possibilmente una raccomandata con ricevuta di ritorno) al proprietario dell’immobile, seppur tu lo abbia già contattato telefonicamente. Così puoi dimostrare che è stato effettivamente informato del problema;
  • Continua a pagare il canone di locazione. Anche solo un pagamento mancato per vendetta può far invalidare la tua richiesta;
  • Chiedi il risarcimento dei danni (anche non patrimoniali, ma relativi ad esempio alla salute).

Ricorda, inoltre, che puoi abbandonare immediatamente la casa e non pagare le sei mensilità di ammenda, in particolare se la salute di uno degli inquilini è compromessa gravemente (ricorda però di dare la disdetta ufficiale).

L’articolo 1578 del Codice Civile afferma, infatti, questo:

“Se al momento della consegna la cosa locata è affetta da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, salvo che si tratti di vizi da lui conosciuti o facilmente riconoscibili.

Il locatore è tenuto a risarcire al conduttore i danni derivati da vizi della cosa, se non prova di avere senza colpa ignorato i vizi stessi al momento della consegna”.

Presentare un esposto alla ASL di competenza per la muffa in casa

controllo asl casa per muffa e umidità di risalita

La relazione dell’ASL ti può essere molto utile per avanzare le richieste al proprietario di casa che non si dimostra collaborativo.

I vantaggi di presentare un esposto sono, quindi, molti e dovresti tenere in considerazione questa possibilità.

Grazie a questo esposto avrai ancora più possibilità di ottenere il risarcimento o una modulazione del contratto di affitto.

Secondo la sentenza n. 20346/2010, infatti, “se l’immobile è affetto da umidità, il giudice può decretare il risarcimento danni (dovuti all’ammuffimento dei suppellettili) in favore dell’inquilino a carico del proprietario, anche quando il locatario risulta sfrattato per non aver pagato i canoni mensili.

L’invasione dell’umidità per effetto di trasudo dalle pareti costituisce un “deterioramento rilevante”, un vizio che incide sulla funzionalità strutturale dell’immobile impedendone il godimento; in presenza di tale vizio il conduttore può legittimamente invocare la risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1578 del codice civile”.

Il testo della denuncia lo puoi presentare direttamente al Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene e Sanità Pubblica di competenza.

Dopo un breve periodo di tempo, il sopralluogo sarà effettuato ed andrà a certificare che l’alloggio è antigienico ed inagibile.

Ribadiamo l’importanza di continuare a pagare l’affitto.

La sentenza del Tribunale di Potenza n. 469 del 28 aprile 2016 delimita, in maniera molto chiara, le ipotesi in cui l’inquilino può giustamente sospendere il pagamento dei canoni di affitto nel caso ci sia un inadempimento degli obblighi spettanti al proprietario della casa.

Nel caso in questione, l’inquilino contestava la mancata consegna del documento di agibilità di uno scantinato.

Le motivazioni dell’inquilino sono state respinte dal giudice in quanto pienamente insufficienti per giustificare il mancato pagamento del canone di locale.

Al contrario delle aspettative dell’inquilino, il giudice ha accolto la richiesta del proprietario che aveva citato l’inquilino per morosità per i canoni non versati.

Infine, ti consigliamo di non fare tutto da solo. Rivolgersi ad un avvocato di fiducia ti aiuterà a risolvere la situazione in tempi più ristretti.

Ricorda: vivere in casa con la muffa è dannoso per la tua salute e per quella della tua famiglia! Non esitare a prendere provvedimenti e richiedere l’ispezione ASL in casa.

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