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In quali edifici si può formare con maggiore probabilità l’umidità di risalita?

Vediamo quali sono le strutture dove si presentano più frequentemente problemi di muffe ed umidità


Ma per quale motivo capitano proprio tutte a te? Insomma, perché proprio tu ti stai trovando a combattere contro l’umidità di risalita? Forse la domanda più giusta che dovresti farti è invece un’altra: perché proprio la tua casa è vittima dell’umidità ascendente? Ovviamente questo tipo di umidità particolarmente aggressivo e minaccioso per la durata di un edificio non colpisce a caso, al contrario, si forma laddove le strutture ne favoriscono la nascita. Prima di mettere in campo le migliori soluzioni contro l’umidità di risalita, dunque, è meglio capire quali sono i fattori di ordine architettonico che l’hanno resa possibile.

Non una muffa qualsiasi

L’umidità da condensa, l’umidità da infiltrazione… l’umidità ascendente è certamente la più difficile da combattere, in quanto le sue cause non sono legate ad un nostro comportamento sbagliato. Proprio così: non basta smettere di stendere i panni in soggiorno, arieggiare le stanze e accendere il riscaldamento per fare in modo che questo fenomeno non si ripresenti più. Insomma, non abbiamo a che fare con una muffa qualsiasi. L‘umidità di risalita interessa infatti le pareti prospicienti le fondazioni, e rappresenta un processo di per sé irreversibile che non si placa da solo, andando a rovinare gli intonaci e le malte che rendono salda la muratura di una casa. Insomma, l’umidità di risalita capillare ascendente può davvero compromettere un’intera costruzione. Ma quali edifici colpisce maggiormente?

Terreno e murature generano umidità

Il nocciolo della questione sta nel diretto contatto tra il terreno e le murature: non essendoci un concreto isolamento della parete, non c’è nulla in grado di fermare le infiltrazioni provenienti dall’esterno. Il caso classico è quello relativo agli edifici piuttosto datati, costruiti cioè prima degli anni Cinquanta, quando le tecniche per prevenire l’umidità di risalita non erano ancora molto diffuse. In quei casi, infatti, al momento dell’edificazione non veniva prevista alcuna protezione contro l’umidità capillare, mettendo a diretto contatto con il terreno le pareti di un edificio. Oggi, invece, non solo si pongono delle corpose fondamenta sulle quali poggiano i muri, ma si va oltre, diminuendo la possibilità di infiltrazioni dal basso grazie a vespai e/o apposite guaine. In mancanza di elementi di questo stampo, l’insorgere dell’umidità capillare ascendente è ovviamente molto alta, anche se va detto che non sono solamente gli edifici più datati a cadere vittima di questo problema: anche strutture più recenti, laddove la posa delle impermeabilizzazioni si stata fatta in modo errato, possono accusare i ‘sintomi’ dell’umidità di risalita. Altre cause strutturali, poi, potrebbero essere costituiti degli errori durante la posa della pavimentazione esterna o il danneggiamento pesante dell’isolamento precedentemente realizzato.

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I fattori esterni che causano umidità

Questi, dunque, sono i fattori architettonici che possono incentivare il formarsi dell’acqua di risalita. A raddoppiare le probabilità ci sono poi degli agenti eminentemente esterni, come dei ristagni di acqua piovana, delle perdite della rete idrica o la presenza di falde freatiche nella vicinanza. Come sa benissimo chiunque si sia ritrovato a fronteggiare questo problema, il degrado causato dall’umidità ascendente è notevole, e per questo, al momento della costruzione di nuovi edifici, non solo è fondamentale approntare a regola d’arte i migliori isolamenti, ma anche studiare attentamente il terreno circostante: la presenza di falde acquifere, di ristagni d’acqua o di reti idriche datate sono tutti fenomeni che devono aumentare il livello di attenzione.

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