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Barriera chimica umidità di risalita: che cos’è, come funziona e quale alternativa scegliere

Cosa sono le barriere chimiche e quale è la loro efficacia nel contrastare l’umidità di risalita


Tutti, prima o poi, dobbiamo affrontare il problema dell’umidità di risalita e magari anche tu, proprio ora, stai cercando di trovare una soluzione che sia efficace e definitiva.

Quando si ha a che fare con problemi specifici come quello dell’umidità ascendente si ricorre spesso al “fai da te”, ai rimedi casalinghi o “della nonna”.

Puoi trovare in commercio anche rimedi che sembrano apparentemente, professionali, dai nomi super tecnologici, ma che non solo non risolvono il problema di muffe e affini, ma rischiano anche di peggiorare la situazione, facendoti perdere tempo e, spesso, tanto denaro.

Fra i vari consigli e “dritte” che potrebbero darti, ci potrebbe essere quello di rivolgerti a una ditta specializzata in barriere chimiche.

Ma che cos’è una barriera chimica e come funziona?

Devi sapere che a differenza di quanto accade oggi la barriera chimica è stata per tanti anni l’unico rimedio, ritenuto professionale, per risolvere il problema dell’umidità di risalita.

Anche se si tratta di un metodo molto invasivo e poco raffinato, potrebbe impedire la risalita per un decennio circa.

Il metodo, inventato dall’inglese Peter Cox nel 1950, consiste nell’iniezione nel muro di sostanze costituite da particelle semplici, dette monomeri, per caduta o per pressione, a una quota continua che si trova, di solito, appena fuori dal terreno.

Utilizzando il linguaggio tecnico la pressione deve essere esercitata a una quota continua all’altezza dell’estradosso del piano di calpestio esterno, anche se ogni caso è diverso dall’altro. Quando si vedranno i pori del manufatto completamente intasati dai monomeri, costituendo, così, una barriera chimica a una certa quota, allora il muro sarà in sicurezza a partire dalla quota della barriera fino a tutta l’altezza dell’edificio.

La barriera chimica coincide, di solito, con il piano di calpestio esterno. Se i pori saranno occupati dalla sostanza chimica, l’acqua non potrà più passare.

Quali sono le miscele di barriera chimica utilizzate nel corso degli anni per risolvere il problema dell’umidità di risalita?

Sul mercato puoi trovare diverse miscele di barriera chimica, ognuna con caratteristiche differenti, anche se l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero l’eliminazione di muffe e affini per un certo lasso di tempo.

Ecco qui di seguito le principali miscele proposte dal mercato:

  • I silicati di potassio

silicato di potassio e umidita da risalita capillare

Sono sostanze molto alcaline che per vetrificare necessitano di CO2, provocando la produzione di sali bicarbonati che si accumulano agli altri sali. Il gel ritirandosi mentre si asciuga, riduce il suo volume e permette all’acqua di passare.

  • I silossani

silossani e umidità da risalita

La barriera costituita da queste sostanze chimiche è caratterizzata da un’alta efficacia penetrante, facilità di posa e velocità di vetrificazione; per questo è molto utilizzata. Per non rovinarsi all’interno del muro necessitano di una preparazione alcalina.

  • Il silicone

Anche questa sostanza è molto utilizzata per le barriere chimiche, avendo una resa molto simile a quella dei silossani di cui abbiamo parlato poco sopra. Il metilsiliconato di potassio è il silicone più utilizzato per questi scopi. Anche questa sostanza ha bisogno di una preparazione alcalina.

  • Gli stearati

stearato di zinco controumidita ascendente

Possono essere di zinco o di ammonio e hanno il difetto di non essere utili se ci troviamo in presenza di cloruri. Sono, di conseguenza, sconsigliati nelle zone costiere.

  • Le resine espandenti

resine contro umidita da risalita

Possono essere sia monocomponenti che bi-componenti e sono utilizzate, in particolare, all’esterno dei muri negli ambienti interrati.

Dopo che vengono iniettate tramite fori di pochi millimetri, aumentano di volume sviluppando un cuscino idrorepellente.

  • Le microemulsioni

microemulsionio contro l'umidità da risalita

Vengono iniettate nel muro dopo aver effettuato la preparazione dei mattoni in forma alcalina. Successivamente si formano i poli-silossani impermeabili che non fanno entrare l’acqua. Queste sostanze implicano un intervento molto invasivo e costoso con diversi cicli da seguire.

La barriera chimica è veramente efficace nella lotta contro l’umidità capillare?

Devi considerare il fatto che le barriere chimiche, tanto decantate da alcuni, hanno una durata limitata nel tempo anche se, a molti, potrebbe sembrare un lasso di tempo molto lungo.

Dopo circa dieci, quindici anni, infatti, il prodotto impiegato inizia a seccarsi e viene spinto, così, a un’altezza più elevata dall’umidità di risalita.

Di conseguenza ti ritroveresti punto e a capo, esattamente come dieci anni prima.

La barriera chimica è indicata per la risoluzione definitiva del problema dell’umidità di risalita e, in caso negativo, esistono delle alternative che la garantiscono?

Da quanto scritto sopra, la barriera chimica è, ormai, una soluzione obsoleta che, oltretutto, non risolve definitivamente il problema di umidità degli ambienti della nostra casa.

Noi della Resmarc ti offriamo i servizi e le tecnologie più innovativi per la soluzione del problema di umidità di risalita della tua casa.

Non solo, ti offriamo una soluzione definitiva ed ecologica. La nostra tecnologia, che lavora per inversione di polarità, è infatti l’unica 100 % naturale nel mercato.

Rispetteremo, quindi, anche la tua salute e quella della tua famiglia.

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